Homepage

HALLOWEEN. Sapete perchè si usa la zucca..?

HALLOWEEN. Sapete perchè si usa la zucca..?

Halloween? Ci piace

Jack O'Lantern, é arrivato tra noi. Con lui orridi mostri, maghi e streghe, popoleranno la notte del 31. È solo Halloween, la festa americana, di cui Jack la lanterna è il protagonista, raffigurato con una zucca dalla risata inquietante. Tenebrosa, misteriosa, spettrale, magica... Quanti altri aggettivi si potrebbero aggiungere per definire la festa di Halloween? Oggi Halloween si può considerare a tutti gli effetti una festa globalizzata, con tanti modi diversi di essere celebrata nelle diverse parti del mondo. La notte delle streghe è ormai anche un classico in Italia, infatti sono ricorrenti le feste a tema che si trasformano con scenografie horror.
Nel nostro paese, la ricorrenza di Halloween é di importazione alquanto recente, anche se è senz'altro vero che anno dopo anno l'appuntamento con la notte magica si va facendo sempre più sentito.
Nonostante ciò, sono nate molte critiche riguardo a questi festeggiamenti, soprattutto da parte della chiesa o dai più conservatori ma la maggior parte comunque crede ci sia un sacco di speranza nella festa di Halloween. Si celebrano valori universali come la generosità, l’immaginazione, il senso della comunità. Nella tradizione, è sempre stata descritta come la notte in cui, una volta all’anno, si apre la frontiera tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Mi piace pensare che oggi Halloween è un evento in cui, una volta all’anno, tutte le barriere tra le persone possono essere temporaneamente revocate.
Dunque, ormai l'abbiamo capito, la festa di Halloween ci piace!

Francesca Salvoni

ei tu, NON DEVIN ESSERE BELLA !

ei tu, NON DEVIN ESSERE BELLA !

Ogni giorno abbiamo a che fare con  pubblicità progresso che ripetono tutte la stessa cosa: "Amate voi stessi", "siamo tutti uguali", "siete belli anche coi vostri difetti". Quest'ultima sembrerebbe essere la più popolare, ma qual è il vero significato dietro a questa affermazione? In parole crude parla di come ogni ragazza, nei suoi difetti, debba sentirsi bella, accettata. Suona come un messaggio positivo e giusto, vero? È tutto il contrario. Cosa vuol dire essere belle? Semplice, rient... Continua a leggere

Lettera ai Maturandi

Lenedi 14 Aprile e Martedi 15 Aprile si sono svolte le simulazioni della Seconda prova di Maturità rispettivamente per la 5° Liceo e per la V IpS. La seconda Prova è forse il m omento più difficile dell’intero esame. È la prova che ti fa rimpiangere di non aver scelto un altro indirizzo, è la prova che non ti fa dormire la notte. È la prova che Dio esiste perché solo lui potrebbe risolvere alcuni problemi.

Queste giornate intense mi hanno fatto tornare alla mente il giorno in cui ho affrontato la simulazione, quasi 5 anni fa. Tutti abbiamo la stessa sensazione prima di cominciare: Nessuno si ricorda più nulla. Questo sentore però mi è passato velocemente. Mi siedo, mi consegnano il compito, lo leggo ed ecco che l’impressione di non saper nulla svanisce e prende il posto la consapevolezza che in realtà non sapevo nulla veramente. Delirio e paura.

4. si, avete capito bene. 4 è il voto che meritavo.

Dopo quel deludente risultato mi si aprivano due strade davanti a me. La prima all’insegna dello sconforto e della rassegnazione, condita dalla consapevolezza che “tanto non ci posso fare nulla, andrà come deve andare”. L’altra strada era quella del “Darsi da fare”. Mancava più di un mese. C’era il tempo di recuperare. Così è andata.

Impegno e qualche ora in più di studio mi hanno fatto riflettere sugli errori di quella prova: la gestione delle 6 ore a disposizione. (Mai consegnare troppo presto!), controllare le proprie emozioni (cosa ti agiti a fare!), non serve a nulla copiare, soprattutto già alla prima ora (!!!!!), la prova è quella, cambieranno i problemi, i numeri, gli esercizi, ma la prova è quella (fatene tantissime a casa!!!).

Forte di questa preparazione ho affrontato la seconda “temutissima” prova alla Maturità. 13/15. Salti di gioia, salti di gioia come se non ci fosse un domani.

Ancora oggi la ricordo come una delle soddisfazioni più grandi della mia vita. Riuscire a dimostrare a me stesso che ce la potevo fare, che potevo migliorare.

Cari Ragazzi, non lasciate che lo sconforto prenda il posto del coraggio. Manca poco, vale la pena buttarsi a capofitto e non mollare.

 

“Un passo indietro neanche per prendere la rincorsa”

 

Michele Cerutti

Redazione - Noi siamo qui..!!

IL BUONGIORNO DI DON LUCA

IL BUONGIORNO DI DON LUCA

Buongiorno ragazzi. Ieri ho trovato una frase interessante su Facebook , recitava: “Si vive una volta sola, ma se si vive bene è abbastanza”. Che cosa vuol dire vivere bene? In che modo noi possiamo vivere abbastanza? La società ci porta a vivere una vita frenetica contorniata da eccessi e il rischio più grande è quello di credere che “vivere bene” voglia dire vivere in uno stato di continuo “ Godimento”. Siamo certi che questa sia una vita felice? Immaginate che ad un certo punto il tuo stato di godimento finisca. Correrai immediatamente a cercare un’altra fonte! E poi un’altra ancora! Fino all’esaurimento.

Cari ragazzi, non potete immaginare una vita senza il dolore e le sofferenze. È impossibile. Vivere bene vuol dire vivere una vita come se stessi, senza dover per forza cambiare per qualcuno o per qualcosa, accettando anche le sofferenze e saper cogliere le gioie della vita.

Ricordatevi che tra poco è Pasqua. UN momento unico per riconciliarsi con il Signore e ascoltare cosa ha da dirci.

#Buonagiornata



IL BUONGIORNO DEL PROF: FACCHETTI

IL BUONGIORNO DEL PROF: FACCHETTI

Questa mattina cari ragazzi del Biennio, così come ho fatto con i vostri colleghi più grandi, voglio raccontarvi cosa mi è accaduto Domenica mattina:

Da buon marito stavo potando la siepe che si trova sul mio balcone. Oltre la siepe e sotto il balcone si trova il giardino del mio vicino di casa. Come accade spesso i figli del vicino di casa, di 3 e 5 anni, sono usciti per giocare a calcio. Entrambi molto entusiasti e vestiti di tutto punto, come se fosse una partita di SERIE A. Mentre i bambini giocavano il padre preparava la grigliata Domenicale e incoraggiava e incitava i figlioli che commentavano a squarcia gola ogni singola azione. La cosa che più mi ha incuriosito è che i due piccoli calciatori esultavano sia per il Gol, sia quando colpivano il palo, ma anche quando la palla usciva a lato, Gridando "grandissimo tiro e spettacolare fuori".

Dopo tutto è giusto che sia così. Quando si è piccoli ogni singola azione è una scoperta e il padre faceva bene a complimentarsi con loro anche quando non centravano il bersaglio o colpivano il palo.

Attenzione però, non tutte le azioni che compiamo meritano un complimento. Infatti quando sbagliamo non possiamo pensare di poter esultare come se avessimo commesso l'azione giusta. Crescendo bisogna capire che non tutto è corretto, non sempre abbiamo ragione e soprattutto quando non centriamo l'obiettivo prefissato dobbiamo rendercene conto e provare a fare meglio.

#Buongiorno




INCONTRO CON LIVIO MOIANA, By Prof.ssa Emanuela Galli

INCONTRO CON LIVIO MOIANA, By Prof.ssa Emanuela Galli

Lunedì 13 gennaio abbiamo avuto il piacere di incontrare Livio Moiana, fotografo professionista di grande talento. Livio ama il ritratto e il corpo umano, ama immortalare gli sguardi e le espressioni, ama giocare con le forme e le linee dei corpi. Sono corpi che compaiono e scompaiono nel bianco e nel nero, muscoli che si torcono e si mescolano tra di loro formando architetture nuove, forme azzardate e inconsuete. Un fotografo estremamente attento ai dettagli, le foto partono da idee approfondite su numerosi schizzi preparatori e niente è lasciato al caso. Le sue foto sono forti, d’impatto e spaccano il video su cui vengono proiettate arrivando direttamente ai ragazzi che silenziosi hanno partecipato con entusiasmo e curiosità a questo incontro. Hanno incuriosito molto i ritratti di personaggi famosi che Livio ha commentato rivelandoci le difficoltà di gestione dal punto di vista umano, un fotografo infatti , spesso deve saper mettere via le proprie antipatie e simpatie verso il soggetto fotografato. Livio Moiana è anche sostenitore di una campagna sociale che da anni segue in prima persona.

BASTA! è un progetto fotografico realizzato da Tamara – onlus per porre l’attenzione sul problema della totale mancanza di sostegno alle vittime di reati violenti sia nei giorni di massima attenzione in cui è stato subito il crimine, sia quando i riflettori si spengono, nei periodi successivi in cui la vittima o la famiglia della vittima devono affrontare una nuova fase della propria vita senza avere le forze a livello psicologico, i mezzi e i riferimenti per farlo. La vittima troppo spesso si trova abbandonata, chiusa in se stessa piena di paure e di certezze negative che le impediscono di gestire la fase successiva al trauma, nella propria sensibilità, nei rapporti personali, sociali e di lavoro. Gestire da soli un crimine subito porta spesso ad errori o a una fase di chiusura che ostacola il tentativo di affrontare una vita che non è stata scelta. Tamara – onlus ritiene che sia fondamentale aiutare le vittime di reati violenti facendo un primo passo verso di loro, senza aspettare che siano esse a trovare il coraggio di compierlo quando ormai è tardi, accompagnandole in un percorso che le aiuti a reintrodursi nella nuova difficile realtà. Basta! è dedicato a Tamara Monti e a tutte le vittime di violenza

Incontrare Livio Moiana è stato come ritrovare un amico, una persona molto gentile e disponibile, che ha saputo mettere tutti a proprio agio, un artista che per primo ha parlato con umiltà di umiltà, fotografare gli altri non è mettersi sopra di essi , ma osservarli da diversi punti di vista senza giudicare, senza pretesa di essere. Ci ha raccontato la sua storia, da studente di Liceo scentifico di Saronno a fotografo professionista, dimostrando ai ragazzi che quando si ha una passione, quando si ha un sogno bisogna seguirlo a tutti i costi, anche se si parte da una realtà completamente diversa. Lui stesso ha dichiarato di aver trovato molte difficoltà, ma di essere comunque andato avanti e ora (e si vede dall’espressione del suo volto) è felice delle scelte che ha fatto e del suo lavoro. Questa mattina a Samber abbiamo visto tanta bellezza, tanta professionalità, ma soprattutto tanto entusiasmo, nelle parole del fotografo che descriveva il suo lavoro e negli occhi dei nostri ragazzi, che oggi più che mai hanno bisogno di sogni da rincorrere.

 

Emanuela Galli




BOOOM!!! THE SUPERIOR.IT

BOOOM!!! THE SUPERIOR.IT

Benvenuti Cari lettori e Care lettrici, finalmente il Giornale della Scuola Superiore "Istituto Salesiano San Bernardino" è completamente in formato digitale, accessibile a tutti e si reinventa quotidianamente grazie al vostro contributo. La Redazione ha deciso di creare un sito dedicato esclusivamente a "THE SUPERIOR" per darvi la possibilità di essere constantemente aggiornati dalle notizie, provocazioni e inchieste elaborate dallo staff. Questo giornale è a disposizione di tutti. avete qualcosa da dirci? critiche? commenti? Articoli che avete scritto? cosa aspettate, inviateli a thesuperior@live.it, verranno letti dallo staff e pubblicati direttamente sul sito, rispettando l'anonimato. THE SUPERIOR vi sprona ad essere informati e ad aver fame di conoscenza. Saremo il vostro Buffet.

Rivolgo un grazie particolare al Preside, al Direttore e ai Consiglieri per tutta la disponibilità che hanno offerto a questo progetto.

Doverosi complimenti a tutto lo Staff THE SUPERIOR per la competenza, voglia di imparare e fame di notizie espressa in questi mesi.

 

[MC]